Anneliese Alma Pontius a cent’anni dalla nascita (1921-2018)

Abstract: Nel panorama contemporaneo, a cavallo tra bioetica, neuroscienze, psichiatria, clinica, filosofia della mente (Mind Philosophy), emerge, sin dagli anni Settanta del secolo scorso, un ambito di riflessione e d’azione proprio, definito per la prima volta nel 1973 con il neologismo Neuro-Ethics (Neuroetica) dal medico e neuropsichiatra di origini tedesche Anneliese Alma Pontius (1921-2018). Nel centenario dalla nascita, questo contributo vuol metterne in luce la rilevanza sotto il profilo del modello medico-clinico di neuroetica che la Pontius inaugura e che per molto tempo fu misconosciuto dalla comunità accademica. Inoltre, gli autori considereranno l’attualità del metodo e del pensiero della neuropsichiatra di origini tedesche in alcuni contesti odierni: dagli pseudopotenziamenti cognitivi tramite psicofarmaci in soggetti sani, alle aspirazioni imposte alle bambine modelle. La comprensione della neuroetica secondo l’approccio originario della Pontius si confermerà un valido strumento di riflessione interdisciplinare radicato sulle neuroscienze e le loro interpretazioni che potrà porre soluzioni efficaci a concreti problemi sociali.

Abstract: Since the seventies of the last century, a sphere of reflection and action has emerged: neuro-ethics. It was defined for the first time by the German-born physician and neuropsychiatrist Anneliese Alma Pontius (1921-2018) in 1973. On the centenary of her birth, this contribution aims to highlight its relevance from the point of view of the medical-clinical model of neuroethics that Pontius inaugurates and which for a long time was ignored by the academic community. Furthermore, the authors will consider the importance of the method and thought of the neuropsychiatrist in some nowadays contexts: from pseudo-cognitive enhancements through psychotropic drugs in healthy subjects, to the aspirations imposed on model baby-girls. The understanding of neuroethics according to the original approach of Pontius will prove to be a valid tool for interdisciplinary reflection rooted in neuroscience and their interpretations that will be able to put effective solutions to concrete social problems.

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