Alberto Carrara, coordinatore del GdN e Fellow della Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani. Carissimi amici,
cari membri del Gruppo di ricerca in Neurobioetica (GdN), carissimi studenti
del
corso di perfezionamento, buongiorno. Le ultime cronache mediatiche globali
a seguito dell’articolo ‘
World’s first human head transplant a
success, controversial scientist claims’
di Telegraph
firmato dall’editrice scientifica inviata a Vienna, Sarah Knapton, lo scorso 17
novembre, stanno riproponendo gli scenari spesso inquietanti relativi al
cosiddetto “trapianto di testa”. La novità rispetto ai mesi scorsi è che il
neurochirurgo torinese Sergio Canavero ha annunciato a Vienna pochi giorni fa
il
presunto “successo” del primo trapianto di testa su cadavere umano,
realizzato – a detta del dottor Canavero – in Cina dopo 18 ore di intervento. 
La nostra prossima
tavola-rotonda del 24 novembre verte sugli aspetti neurochirurgici di questa proposta. Voglio condividere con voi lettori alcune considerazioni in
merito. 

In primo luogo, la
tematica che stiamo analizzando si inserisce nel contesto della linea di
ricerca del GdN relativa al Trans e Post-umanesimo. In particolare, per i
prossimi 5 anni (2017-2022) ci concentreremo sugli aspetti neuro-bio-etici
relativi alle emergenti ricerche di ibridazione che le neuroscienze e le
diverse tecnologie applicate alle diverse fasi della nostra vita umana ci
stanno proponendo
.
Da
settembre 2017 a giugno 2018,
cercheremo di “leggere” ed “interpretare”
con il nostro
proprio carattere
interdisciplinare
il
cosiddetto “trapianto di testa umano”
(Human
Head Tran­splantation
o
HHT), meglio definito come “trapianto corpo-testa” (
body-to-head transplantation o BHT).

A sinistra il prof. Carrara e a destra il prof. Garcia, direttore
della Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani
Attraverso una decina di seminari e tavo­le-rotonde, un convegno e diverse attività all’interno della Settimana
Mondiale del Cervello
(la Brain Awareness Week promosso dalla DANA Foundation a cui il GdN aderisce
insieme alla S.I.S.P.I. dal 2012),
vogliamo offrire un’analisi ponderata sugli aspetti chirurgici, in particolare, neurochirurgici,
neurologici, psichiatrici, psicologici, filosofici, teologici, giuridici,
bioetici relativi
a questi scenari di interventi medici radicali che implicano
conseguenze e ricadute antropologiche, etiche, legali, sanitarie, economiche,
politiche e sociali rilevanti.

Una sensibilità che cerchiamo di portare avanti in questo percorso tanto di ricerca, come di formazione ed
informazione scientifica
,
riguarda il cosiddetto
consenso
informato
(IC,
Informed Consent). Almeno duplice è la valenza dei soggetti vulnerabili coinvolti nello scenario clinico di sperimentazione del
“trapianto di testa”: da una parte, pazienti affetti da tetraplegia o da altre
patologie gravemente debilitanti il sistema motorio;
dall’altra, persone (molto spesso gli
stessi pazienti per cui si propone l’intervento di sostituzione della gran
parte del corpo) provenienti da contesti sociali, culturali, politici che,
esplicitamente o implicitamente, limitano di fatto l’esercizio pieno di quei
diritti umani sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dell’O­NU
nel 1948. Questa nostra sensibilità deriva dal fatto di essere un gruppo di
ricerca che si inserisce in una delle Cattedre UNESCO in Bioetica e Diritti
Umani e dalla costituzione specifica dei nostri membri che sin dagli inizi
dell’attività del GdN (20 marzo 2009) hanno sempre promosso la centralità, la
dignità e il valore della persona umana nella sua integralità, del suo corpo,
come pure della sua psiche e spirito.

Tavola-rotonda del 29 settembre 2017
Il 29 settembre abbiamo presentato il vasto panorama del Post-umanesimo
contemporaneo; il
27 ottobre abbiamo considerato come le neuroscienze cliniche “leggano”
il nostro cervello e come la tecnologia del neurofeedback (NFB) o biofeedback
considerasse la proposta del “trapianto di testa”.

Venerdì prossimo, 24
novembre
, guidati da un
neurochirurgo di fama internazionale con oltre 3.000 interventi neurochirurgici
al suo attivo (Aldo Spallone), ci soffermeremo sulla storia dei trapianti di
testa dall’animale all’uomo, sulle tecnicità della proposta di Sergio Canavero
e X.P. X. Ren, e sulle criticità della tecnica di anastomosi cefalo-somatica
(CSA,
Cephalosomatic anastomosis, anche nota come Head Anastomosis Venture o, emblematicamente, HEAVEN). 
Vorrei condividervi alcuni recenti
articoli di riflessione sulla tematica. La rivista
AJOB Neueoscience ha
appena pubblicato un numero speciale sull’argomento (
vol. 8, issue 4,ottobre-dicembre 2017). 
Il Guest Editorial titola ‘The Rubicon Already Crossed’ riferendosi al trapianto di testa. L’articolo Target è quello di X. Ren e S.
Canavero che titolano ‘
HEAVEN in the Making: Between the Rock (the Academe) and a Hard Case (a Head Transplant)’ (pp. 200-205).
La risposta principale è quella di P. R.
Wolpe ‘
Ahead of Our Time: Why Head Transplantation Is Ethically Unsupportable
(pp. 206-210); mentre poi si susseguono 13 articoli di commento tra i quali mi
preme sottolinearvi quello di un neuroeticista, membro e collaboratore del GdN
e della Cattedra UNESCO in Bioetica e Diritti Umani, il dottor Mirko Daniel
Garasic e del dottor Andrea Lavazza del Centro Universitario Internazionale
che titolano ‘
Why HEAVEN Is Not About Saving Lives at All’ (pp. 228-229).
Per seguirci nell’evento di venerdì 24 novembre
2017,
ore 17:00: in sede a Roma aula Master (1° piano di via
degli Aldobrandeschi, 190)
o in diretta streaming dal canale YouTube GdN Neurobioetica Grazie e a presto.