L’incontro. I misteri del cervello indagati da padre
Carrara
Avvenire, Bologna Sette
– di Federica Gieri Samoggia. 
Martedì al
master «Scienza e Fede» il docente dell’Ateneo pontificio rifletterà sul
rapporto tra neuroscienze e libertà.
Sarà il
cervello, «l’organo più misterioso e perciò più affascinante dell’essere umano»
il protagonista della lezione di padre Alberto Carrara LC, dottore in
Biotecnologie mediche e docente di Filosofia all’Ateneo pontificio Regina
Apostolomm, per il master in Scienza e Fede attivato dall’Ateneo stesso, martedì
3 alle 17.10
, in videoconferenza all’Istituto Veritatis Splendor (via Riva Reno
57; info: tel. 0516566239; veritatis.masterabologna.chiesacattolica.it). Scandagliato,
però, nell’ottica del binomio «Neuroscienze e libertà».

«Partiamo dal concetto
di neuroscienze. Questo termine
indica un vasto e articolato ambito di discipline mediche che centrano il loro
interesse, tanto alla struttura, come al funzionamento del cervello e, più in
generale, del sistema nervoso. Non c’è dubbio che grazie allo sviluppo tecnologico,
oggi le neuroscienze costituiscano il settore di maggior interesse a livello
medico, ma anche sociale».

Perché
abbinare la parola libertà al termine neuroscienze? «L’accostamento
libertà-neuroscienze non è nuovo. In particolare dagli oltre 40 anni di
ricerche di Benjamin Libet sull’attivazione cerebrale previa alla presa di
coscienza di voler realizzare un’azione motoria, ci si interroga se realmente
le neuroscienze abbiano messo in scacco l’antico e sempre nuovo concetto di
libero arbitrio. Sulla cosiddetta «neuro-libertà»
si sono già scritte un’infinità di pagine. Di certo gli studi neuroscientifici ci stanno aiutando a delineare i correlati
neurofisiologici e certe determinazioni neurologiche che possono alterare, diminuire,
a volte persino far scemare la nostra volontà libera
. Ma sostenere che le
neuroscienze neghino la realtà della libertà, come affermò poco prima di morire
il grande filosofo Giovanni Reale, è una sciocchezza».

Porre dei
limiti in campo scientifico che conseguenze comporta? «Che l’essere umano
possieda una volontà libera limitata è un dato di fatto. Che le neuroscienze ci
aiutino a comprendere meglio tali limitazioni e i loro risvolti patologici è un
bene e un apporto alla comprensione antropologica. Questo limite però non
significa determinazione assoluta, ma spazio di realizzazione, creatività e
possibilità».