Mente-corpo: il rapporto tra intelligenza e cervello, una sintesi

sintesi di Alberto Carrara, LC

Mente-corpo: il rapporto tra
intelligenza e cervello
è stato il titolo e l’argomento svolto ieri pomeriggio (martedì
25 febbraio 2014) nell’ambito del Master in Scienza e Fede
 dell’Ateneo Regina Apostolorum di Roma, dal professor P. Rámon Lucas Lucas, LC,
ordinario di Antropologia filosofica e Bioetica della Pontificia Università
Gregoriana di Roma (PUG).
Ecco, di seguito, una sintesi degli
argomenti trattati.

Innanzittutto,
la problematica verte su due tipi di problemi relativi al rapporto mente-corpo:
1.    
Tema
della conoscenza umana
2.    
Tema
della morte umana
In entrambi, il rapporto mente-cervello
è coinvolto. Per farlo, consideriamo il nostro cervello, la struttura forse più complessa sulla terra. I neuroni,
cellule speciali, cioè specializzate e plurali nella loro funzionalità. Una
pluralità di funzioni. Dalla struttura anatomica a quella fisiologica.
È
il più grande sistema elettrochimico esistente sulla terra.

Dalla binarità del sistema di un comune
PC, alla bipolarità catodica-anodica delle sinapsi cerebrali.
La questione: perchè il nostro cervello
è così enormemente potente rispetto aifabbisogni delle normali funzioni
bio-fisiche? Forse per sostenere l’attività psichica, superiore dell’essere
umano?
L’encefalo è il terminale nel quale
coinvolgono tuttele nostre attività sensoriali. Centro coordinatore della
coscienza e di tutte le funzioni superiori, intellettive, linguistiche,
concettuali, volitive e morali. La responsabilità morale è collegata a un
normale o alterato funzionamento dell’encefalo, ma non ad esso riducibile e
identificabile.
Cos’è l’intelligenza allora?
È la capacità che l’essere umano ha di
astrarre, di formare concetti, giudizi, etc. Coglie l’universalità nella
singolarità, l’astratto nel concreto.
L’intelligenza umana è irriducibile
all’intelligenza pratica degli animali che è quella capacità di risolvere
problemi in concreto e di comportarsi in rapporto al dato presente.
L’intelligenza astratta umana imposta
concetti, forma giudizi, fà ragionamenti; siamo in presenza non solo di
un’intelligenza pratica, ma pure di una astrattiva, il linguaggio concettuale e
simbolico, la percezione e deliberazione sui valori.
L’intelligenza riceve informazione, crea
informazione, scopre e realizza valori. È allora una facoltà spirituale,
trascende la materialità.
Non poche tendenze della neuroscienza
attuale sostengono un parallelismo stretto tra cervello ed intelligenza.
Vingono citati gli esperimenti di Benjamin Libet degli anno Settanta-Ottanta
del secolo scorso che pongono questioni a livello della distinzione tra l’Io
cosciente, l’inconscio, il libero arbitrio e la consapevolezza. È stato citato
il libro: I sette peccali capitali del
cervello.
Si è chiarito che il rapporto tra l’intelligenza e il cervello è un vero rapporto.
Si deve però andare oltre il
determinismo neuroscientifico.
Alcune distinzioni fondamentali possono aiutare:
·       
Causa/effetto: anche se
negato da David Hume, l’esperienza comune si impone. Certamente non è un nesso
temporale, ma è un nesso intrinseco. Una causa è ciò che influisce sull’effetto
e la provoca. Ogni effetto ha una causa proporzionata.
·       
Occasione: qualcosa di
fortuito, di imprevisto, che non ha un rapporto diretto con l’effetto.
L’effetto è occasionato, la causa è un’altra. Non concorre alla produzione
dell’effetto. Esempio: trovo un amico e andiamo a far colazione insieme. La sua
funzione è quella di fornire l’opportunità (occasione) all’agente (causa).
·       
Condizione
necessaria
:
ogni causa è condizione dell’effetto, cioè la causa è necessaria perchè vi sia
l’effetto, il contrario non è vero. L’esempio della finestra e del solo quali
cause della luminosità della stanza.
Bisogna chiarire che i testi cosiddetti
“di intelligenza” non misurano propriamete l’intelligenza, ma le manifestazioni
della stessa in termini di rapidità di risposta, etc.
Ci si è poi concentrati sullo stato di coscienza e le diverse alterazioni della coscienza.
Sono stati presentati tre gradi o
livelli di profondità dell’alterazione dello stato di coscienza. Il passo
successivo è la perdita dell’unitarietà funzionale del tutto che è la persona
umana, la “morte encefalica”.
Ma
la morte encefalica è la morte della persona umana?
Bisogna chiarire che l’espressione
“morte cerebrale” è stata coniata dalla dichiarazione della Commissione Ad Hod
di Harvard del 1968. In tale definizione bisogna includere non solo il
cervello, ma anche il cervelletto e il tronco encefalico. La cessazione totale
e irreversibile dell’unitarietà funzionale dell’organismo come un tutto
indicata dall’assenza di attività encefalica.
I problemi filosofici sono notevoli. Gli
esperimenti di Schumun non convincono. Infatti, in due riprese, la stessa
Pontificia Accademia delle Scienze (PAS) ha analizzato queste ricerche
affermando la presenza di residui midollari troncali in grado di rendere
ragione della vita di certi individui codiddetti “anencefalici totali”. Anche i
casi in cui esseri umani sono venuti alla luce da madri dichiarate “morte
cerebralmente” sono stati analizzati. Queste situazioni non pongono alcun
problema al fatto che la stessa madre ormai morta, grazie alle tecnologie
attuali, si converte in una sorta di “incubatrice naturale”.
Si è chiarito che una pluralità di
criteri per stabilire la morte della persona non viene esclusa e ridotta al
sono ambito cerebrale. Nonostante l’apparenza dei segni esterni, i parametri
per la valutazione della “morta cerebrale”
Tutto ciò aiuta a comprendere un pò
meglio il rapporto mente-cervello. La vita non è solo zoé e bios, ma è anche psiché!
Il rapporto è diretto (non causale) tra
mente e cervello ed è un rapporto reale.

La presentazione si può trovare qui.


Bibliografia:
R. Lucas Lucas, L’uomo spirito
incarnato. Compendio di filosofia dell’uomo, San Paolo, Milano 1993 (20073).
R. Lucas Lucas, Antropologia e problemi
bioetici, San Paolo, Milano 2001.
R. Lucas Lucas, Orizzonte verticale.
Senso e significato della persona umana, San Paolo, Milano 2007.

R. Lucas Lucas, Spiegami la persona, ART,
Roma 2012.