di Alberto Carrara, LC

Nel suo compendio divulgativo e
sintetico dell’antropologia filosofica, Ramón Lucas Lucas, Ordinario di
Antropologia filosofica e Bioetica presso l’Università Gregoriana di Roma, così
definisce ciò che normalmente chiamiamo “emozioni”: l’emozione è un sentimento
intenso che comporta una commozione organica e che procede sia dalla conoscenza
e dalle tendenze di ordine sensitivo, come da quelle di ordine intellettivo.
Nell’emozione si ha perciò un duplice aspetto:
·       
Interno
o sentimentale
·       
Esterno
o modificazione somatica (Spiegami la persona, ART, Roma 2012, p. 134).
Nelle pagine successive, l’autore
procede a descrivere il meccanismo emotivo, gli effetti organici dell’emozione
e il controllo delle stesse.
È interessante che l’analisi
antropologica relativa alla nostra sfera emozionale venga oggigiorno supportata
e integrata da studi neuroscientifici. In effetti, un recente articolo
pubblicato online su PNAS (Proceedings of the National Accademy of Sciences) il 27 novembre 2013 (doi:10.1073/pnas.1321664111) da Lauri Nummenmaa, Enrico Glerean, Riitta
Hari, e Jari K. Hietanen, si intitola proprio: Bodily maps of emotions.

Riporto l’abstract
del lavoro scientifico in lingua inglese e lo commento.
Abstract
Emotions are often felt in the body, and somatosensory feedback has been
proposed to trigger conscious emotional experiences. Here we reveal maps of
bodily sensations associated with different emotions using a unique
topographical self-report method. In five experiments, participants (n = 701)
were shown two silhouettes of bodies alongside emotional words, stories,
movies, or facial expressions. They were asked to color the bodily regions
whose activity they felt increasing or decreasing while viewing each stimulus.
Different emotions were consistently associated with statistically separable
bodily sensation maps across experiments. These maps were concordant across
West European and East Asian samples. Statistical classifiers distinguished
emotion-specific activation maps accurately, confirming independence of
topographies across emotions. We propose that emotions are represented in the
somatosensory system as culturally universal categorical somatotopic maps.
Perception of these emotion-triggered bodily changes may play a key role in
generating consciously felt emotions.
Bisogna chiarire che la “mappa
somatotopica” come viene definita dagli autori, è il risultato di una sorta di
localizzazione somatica, corporea degli effetti organici prodotti e/o indotti
dal processo emotivo sulla persona umana. Le reazioni viscerali, muscolari ed
espressive non costituiscono soltanto aspetti “esterni” dell’emozione, ma ne
sono componenti costitutive, come pure sottolinea Lucas Lucas (Spiegami la
persona, p. 136).
“La maggior parte di queste reazioni
fisiologiche sono movimenti riflessi, provocati direttamente dall’emozione
stessa. L’emozione come tale, non rientra nell’ambito della volontà, in ogni
caso, dipenderà dalla volontà e dagli abiti acquisiti il frenare o addirittura
inibire le manifestazioni emotive attraverso il controllo delle conoscenze e
delle tendenze che provocano l’emozione” (Spiegami la persona, p. 138).
Ecco allora che emerge quella
circolarità tra percezione esterna e interna, conoscenza sensibile, conoscenza
intellettiva, volontarietà, sentimenti, emozioni… che a livello antropologico
rispecchia quella circolarità cerebro-centrica descritta dalle due teorie oggi
dominanti: da una parte la visione del “Right-Left Brain” e quella del “Top-Bottom
Brain”.

Ritengo che tali visioni neuro-centriche
debbano venir integrate in una visione unitaria che rifletta la stessa unità
antropologica della persona umana.

Articolo completo qui.